

Nessuno di questi nomi ha bisogno di presentazioni particolari, sono persone conosciutissime nell’ambito della bella televisione, o di quella ritenuta tale da quei milioni di spettatori che ancora non si rassegnano all’andamento corrente. Come sempre, nessuno degli ospiti di quest’anno copre lo stesso terreno di un altro: la satira-informazione-show di Serena Dandini è unica nel panorama televisivo. Il talk politico di Giovanni Floris è quanto di più centrale accada in tv nel suo genere, tanto è vero che nessun ospite di alcuno schieramento, per quanto refrattario o troppo in vista, è sfuggito alla partecipazione a “Ballarò”.
Ma la bella tv vogliamo, vorremmo, che fosse anche quella dell’intrattenimento leggero. Anzi, è un ramo cruciale: più è di livello popolar-dignitoso, meglio sta la televisione tutta (e forse anche il paese tutto). Con programmi come “L’eredità” e “I migliori anni”, Carlo Conti ci sembra il rappresentante migliore, e soprattutto quello meno disposto a compromessi con la cattiva tv che va a degenerare per fatti suoi. E quanto alla Gialappa’s, beh, non c’è bisogno di aggiungere molto: se non che per la prima volta abbiamo dato un titolo a una delle nostre serate e con uno sforzo immane di originalità l’abbiamo chiamata “Mai dire Bellativù”.
Insomma, c’è quasi tutto, e ai massimi livelli. E a questo punto, guardando la lista degli ospiti che abbiamo presentato in questi tre anni, ci torna in mente una vecchia faccenda, relativa a quella volta che qualcuno si mise in testa di fondare una bella tv e chiamarla Telesogno. Nel nostro piccolo, Telesogno lo abbiamo fatto noi: immaginate un supermagnate televisivo strapieno di soldi (non quello, un altro), dategli tutti questi nomi e otterrete in tempi brevi la più bella tivù del mondo.
Antonio Dipollina (la Repubblica)