Data-2010

 

logo_comuneameglia2009


logo_RegioneLiguria

logo_provincia2010
logo_enteparco2009
Home COS’È
PDF  Stampa  E-mail 
Serena Dandini, Giovanni Floris, Carlo Conti, la Gialappa’s Band. Non è per vantarci, ma scusate se è poco. E soprattutto valutate il numero dell’edizione di Bellativù che va a iniziare. E’ la tre, con quattro-cinque ospiti a volta. Significa che siamo riusciti a trovare, prima di tutto, una quindicina di personaggi che possono a pieno titolo partecipare a una manifestazione che porta quel nome così impegnativo. Nostri amici stanno iniziando a fare ironie sul fatto che a questo punto, per il prossimo anno, non abbiamo scelta: o chiudiamo la manifestazione o le troviamo un altro nome perché di altri nomi all’altezza non ce ne sono più. La gag è divertente, ma garantiamo che invece ci proveremo ancora e sempre con personaggi diversi.

Nessuno di questi nomi ha bisogno di presentazioni particolari, sono persone conosciutissime nell’ambito della bella televisione, o di quella ritenuta tale da quei milioni di spettatori che ancora non si rassegnano all’andamento corrente. Come sempre, nessuno degli ospiti di quest’anno copre lo stesso terreno di un altro: la satira-informazione-show di Serena Dandini è unica nel panorama televisivo. Il talk politico di Giovanni Floris è quanto di più centrale accada in tv nel suo genere, tanto è vero che nessun ospite di alcuno schieramento, per quanto refrattario o troppo in vista, è sfuggito alla partecipazione a “Ballarò”.

Ma la bella tv vogliamo, vorremmo, che fosse anche quella dell’intrattenimento leggero. Anzi, è un ramo cruciale: più è di livello popolar-dignitoso, meglio sta la televisione tutta (e forse anche il paese tutto). Con programmi come “L’eredità” e “I migliori anni”, Carlo Conti ci sembra il rappresentante migliore, e soprattutto quello meno disposto a compromessi con la cattiva tv che va a degenerare per fatti suoi. E quanto alla Gialappa’s, beh, non c’è bisogno di aggiungere molto: se non che per la prima volta abbiamo dato un titolo a una delle nostre serate e con uno sforzo immane di originalità l’abbiamo chiamata “Mai dire Bellativù”.

Insomma, c’è quasi tutto, e ai massimi livelli. E a questo punto, guardando la lista degli ospiti che abbiamo presentato in questi tre anni, ci torna in mente una vecchia faccenda, relativa a quella volta che qualcuno si mise in testa di fondare una bella tv e chiamarla Telesogno. Nel nostro piccolo, Telesogno lo abbiamo fatto noi: immaginate un supermagnate televisivo strapieno di soldi (non quello, un altro), dategli tutti questi nomi e otterrete in tempi brevi la più bella tivù del mondo.


Antonio Dipollina (la Repubblica)