FABIO CARESSA
È il telecronista calcistico più in voga. Soprattutto dai Mondiali
vinti dall'Italia a Berlino nel 2006, quando accompagnò la cavalcata
trionfale degli azzurri con toni epici-modernisti, è diventato un simbolo
dei tempi televisivi. Dal 2003, su SKY con Beppe Bergomi, forma la coppia di
telecronisti più celebre della pay Tv italiana. Con Stefano De Grandis
conduce la rubrica "Mondo Gol". Inizia a lavorare in televisione nel 1986 a
Canale 66, un'emittente locale romana, come conduttore di una rubrica calcistica.
Poco dopo, notato da Sandro Piccinini, passa a condurre il Tg sportivo nella
redazione di TeleRoma 56. Come cronista sportivo, ha iniziato seguendo la
Lazio in trasferta; è autore nel 1990 del film ufficiale dei
Mondiali di Italia 90; nel 1991 è parte del team dei telecronisti
della pay-tv Tele+. Dopo anni come voce delle partite del calcio internazionale,
viene promosso primo telecronista nei posticipi Tele+. Per i Mondiali
2006 in Germania è stato appunto scelto da SKY Sport, che aveva
acquisito i diritti tv del massimo torneo mondiale per la prima volta nella
storia, per commentare tutte le partite della Nazionale italiana,
esperienza che ha poi raccontato nel libro "Andiamo a Berlino"' (Baldini&Castoldi).
MASSIMO MAURO
Massimo Mauro (Catanzaro, 24 maggio 1962) è un ex calciatore, dirigente
sportivo, politico e commentatore televisivo italiano. Ha esordito in Serie
A con la squadra in cui è cresciuto, il Catanzaro, il 27 aprile 1980
(Catanzaro-Milan 3-0). In seguito ha vestito le maglie di Udinese, Juventus
(1985-1989) e Napoli, giocando rispettivamente al fianco di Zico, Platini
e Maradona. È l'unico giocatore italiano ad aver giocato con i
tre più grandi giocatori degli anni '80. Dall'ottobre del 1997
al luglio del 1999 ha ricoperto la carica di Presidente del Genoa
Cricket and Football Club. Nel 1996 è stato eletto in Calabria
alla Camera dei deputati per le liste dell'Ulivo. Nel maggio del 2006 si è
candidato alle elezioni comunali di Torino nelle liste dell'Ulivo ed è
stato eletto consigliere comunale. Alle Elezioni Europee del 6 e 7
giugno 2009 ha appoggiato il candidato del PD (Partito Democratico)
Roberto Placido. Dopo l'esperienza dell'Ulivo lo stesso Massimo Mauro è entrato
a far parte del PD. Dal 2005 è commentatore televisivo per il network SKY Italia.
GIANNI RIVERA
Giovanni Rivera - detto Gianni - (Alessandria, 18 agosto 1943) è un ex
calciatore e politico italiano.
Nel ruolo di mezz'ala/regista è stato
uno dei giocatori più apprezzati di tutti i tempi.
È stato il primo calciatore italiano a vincere il Pallone d'Oro (nel 1969),
premio istituito dalla rivista francese France Football e attribuito annualmente
al miglior giocatore militante in una squadra iscritta all'UEFA, in base ai voti
di una giuria composta da giornalisti specializzati.
Tra i soprannomi con cui divenne noto durante la sua carriera, si ricordano
Golden boy - "ragazzo d'oro" del calcio italiano - e Abatino, quest'ultimo
coniato per lui dal giornalista sportivo Gianni Brera in riferimento alla
gracilità fisica cui si accompagnava un acume paragonabile a quello
dei grandi abati medioevali, e alludendo al suo modo di giocare in souplesse,
vagamente "apollineo", che presupponeva di incaricare altri del lavoro pesante
(il suo "gregario" preferito era Giovanni Lodetti, che pure avrebbe avuto
piedi da regista), riservando a sé le finalizzazioni da fuoriclasse.
In Nazionale - con la quale partecipò a ben quattro edizioni dei mondiali (1962, 1966,
1970 e 1974) e fu campione europeo nel 1968 - disputò complessivamente
sessanta partite realizzando quattordici reti. Esordì nel 1962 nell'incontro
Belgio-Italia (1-3) e concluse la sua esperienza in azzurro al termine
della sfortunata spedizione in Germania per i mondiali del 1974.
Durante i Mondiali del '70 fu protagonista insieme ad Alessandro Mazzola
della famosa "staffetta", che nei piani dell'allenatore Ferruccio Valcareggi
prevedeva l'ingresso di Rivera al posto di Mazzola all'inizio del secondo tempo
delle partite. Rivera segnò il gol decisivo nella famosa semifinale
contro la Germania (passata alla storia come la partita del secolo), ma giocò
solo gli ultimi sei minuti della finale persa con il Brasile, nella quale sostituì
Roberto Boninsegna.
Vanta 60 presenze in Nazionale, con 14 gol segnati.
PIERO CHIAMBRETTI
Chiambretti nasce ad Aosta il 30 maggio del 1956. Torinese di adozione, fin da
piccolo mostra un grande interesse per lo spettacolo e l'arte comica. Per seguire la
sua vocazione, inizialmente si iscrive al DAMS, la celebre facoltà bolognese
di arte, musica e spettacolo anche se dentro di sè percepisce che studiare
non è per lui sufficiente e anzi rappresenta quasi un limite. Parallelamente
all'impegno universitario, quindi, presenta spettacoli di cabaret
a "Il Centralino" di Torino. In seguito, si adatta a fare l'animatore
sulle navi da crociera e nei villaggi turistici. Tra il 1982 e il 1987 approda
in Rai dopo aver vinto nel 1984 il concorso nazionale per "Volti Nuovi" negli anni
'80. Per la Rai conduce e partecipa ad alcuni programmi per ragazzi fra cui si
contano "Tivù", "Magic" e "Big". Già in quelle occasioni emergono
alcune delle caratteristiche tipiche del suo stile: la battuta salace e l'ironia
pungente unite all'intelligenza pronta e acuta. Il suo apprendistato prosegue poi,
fino 1989, nel programma domenicale di Rai Tre "Và pensiero". I conduttori
sono i "seriosi" Oliviero Beha e Andrea Barbato a cui Pierino fa da controcanto
con una serie d'interviste semiserie spesso spiazzanti per gli interlocutori.
Questa trasmissione gli regala il Telegatto di "TV Sorrisi e Canzoni"
come rivelazione televisiva del 1988. Sempre per Rai Tre realizza
"Complimenti per la trasmissione", un programma basato sulle incursioni
disturbanti dell'attore in case, piazze, campi di calcio e congressi di partito.
Diventato ormai un simbolo di un giornalismo irriverente e trasversale, è
pronto per diventare testimonial di qualche prodotto, cosa che puntualmente
accade. Non si limita però a prestare il suo volto al Rasoio Bic, ma è
anche ideatore e interprete della relativa campagna pubblicitaria. Segue a ruota
il programma di successo "Prove tecniche di trasmissione". Diventato ormai un
"personaggio" in vista dei Campionati Mondiali di calcio conduce "Prove Tecniche
Mondiale". Segue nel '92 "Il Portalettere" dove "Pierino", vestito da postino,
intervistava politici italiani e non sullo sgretolamento del Palazzo della
Prima Repubblica. Nell'inverno dello stesso anno parte per Mosca per registrare
il programma "Good Bye Cortina", in onda su Rai3 nel gennaio successivo.
Nel settembre del 1991 partecipa a "Miss Italia nel Mondo" in qualità di
"elemento disturbatore". Nell'ottobre del 1992 parte il "Telegiornale Zero",
la striscia quotidiana di Chiambretti nelle vesti di inviato o mezzobusto di
un notiziario insolito. Nel 92/93 è protagonista della campagna
pubblicitaria delle "Pagine Gialle". Dopo una parentesi radiofonica
conduce in coppia con Paolo Rossi per ben due stagioni "il Laureato", viaggio
ai confini delle Facoltà. Diviene direttore artistico di due edizioni
del concerto del 1º Maggio di cui è anche il conduttore.
Nel 1997 presenta la 47 edizione del Festival di Sanremo al fianco di Mike
Bongiorno e Valeria Marini e contemporaneamente riscrive secondo il suo
stile i Cinegiornali dell'Istituto Luce proiettati nelle sale cinematografiche
italiane. Nel 2003 è stato testimonial degli spot della Ford KA;
il successo televisivo è tornato con la trasmissione "cult" di Gianni
Boncompagni "Chiambretti c'è", poi con "Markette" su La7.
Nel 2007 torna in Rai: Pippo Baudo l'ha voluto a Sanremo alla conduzione
del dopofestival. Anche l'anno successivo Baudo lo chiamerà per affiancarlo
all'edizione del Festival di Sanremo 2008. Piero torna poi a condurre la
quarta edizione di Markette su La7, per poi passare a Mediaset,
dove lancia un programma che porta il suo nome: "Chiambretti Night".
MILENA GABANELLI
Milena Gabanelli nasce a Tassara, frazione di Nibbiano (Piacenza) il 9 giugno 1954.
Conseguita la laurea al DAMS di Bologna (con una tesi in storia del cinema) sposa
Luigi Bottazzi, professore di musica, con cui avrà una figlia. Da sempre giornalista freelance, le collaborazioni con la Rai iniziano nel 1982, quando
realizza programmi di attualità; passerà poi alla realizzazione di reportage
per la testata "Speciali Mixer". Lavorando da sola, con una videocamera portatile,
all'inizio degli anni '90 è precorritrice dei tempi: abbandona la troupe
realizzando da sola i suoi servizi, introducendo di fatto in Italia il videogiornalismo,
uno stile di intervista che risulta molto diretto ed efficace, soprattutto nel giornalismo
di inchiesta. A Milena Gabanelli si deve inoltre la teorizzazione di questo metodo,
tanto che lo insegnerà nelle scuole di giornalismo.
Nel 1990 è l'unica giornalista italiana a mettere piede sull'isola dove vivono
i discendenti degli ammutinati del Bounty; per Mixer è inviata di guerra in
diverse zone calde del mondo, tra le quali la ex Jugoslavia, Cambogia, Vietnam, Birmania, Sudafrica,
Territori Occupati, Nagorno Kharabah, Mozambico, Somalia, Cecenia.
Nel 1994 il giornalista Giovanni Minoli le propone di occuparsi di "Professione Reporter",
un programma sperimentale che proponga i servizi realizzati dai neo-videogiornalisti.
L'esperimento risulta una vera e propria scuola per giornalisti, nonché un programma
di rottura con gli schemi e i metodi tradizionali. Nel 1994 Giovanni Minoli le propone di
occuparsi di un programma sperimentale su Rai Due che metta in onda i servizi realizzati
dai neo-videogiornalisti, Professione Reporter, che terminerà nel 1996.
Il programma ha metodi produttivi particolari: usa in parte mezzi interni (per la
progettazione e l'edizione del programma) e mezzi esterni (la realizzazione vera e propria
delle inchieste) non usando il metodo dell'appalto per avere costi ridotti. Gli autori
sono freelance, si pagano le spese, lavorano in modo autonomo anche se sotto la supervisione
di responsabili della Rai. Dal 1997 conduce "Report", programma in onda su Rai Tre, naturale
evoluzione del precedente "Professione Reporter". Il programma affronta, sviscerandoli,
numerosi temi problematici, dai più disparati, dalla salute alle ingiustizie fino
alle inefficienze dei servizi pubblici. L'obiettività dei servizi dei giornalisti
di "Report" risulta essere quantomeno pari all'insistenza nella ricerca della verità:
fattori spesso scomodi quando i protagonisti oggetto delle inchieste appaiono non essere
in buona fede. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti in ambito giornalistico che Milena
Gabanelli ha ricevuto nel corso della sua carriera. Di lei Giorgio Bocca ha detto:
"Milena Gabanelli è l'ultima giornalista che fa inchieste vere, in un
momento in cui su tutti i giornali sono state abbandonate. E addirittura stupisce che le
possa fare."
Tra le pubblicazioni editoriali da lei firmate vi sono: "Le inchieste di Report"
(con DVD, 2005), "Cara politica. Come abbiamo toccato il fondo. Le inchieste di Report."
(2007, con DVD), "Ecofollie. Per uno sviluppo (in)sostenibile" (2009, con DVD),
tutte edite da Rizzoli
FEDERICO TADDIA
Bolognese. Autore, conduttore e uomo di spettacolo a tutto campo. Il
suo pubblico più affezionato è quello dei ragazzi. Inizia scrivendo
per Topolino, dove collabora da 15 anni. In radio ha condotto per
sette anni "Pappappero" su Radio24 e attualmente è su Radio2 ogni
week end con "L'Altrolato". Fa parte del team di autori di Fiorello,
ha partecipato alla scrittura del "Fiorello Show" su Sky Uno e del
fortunato programma del duo Fiorello-Baldini, "Viva Radio2". Per la
tv, come autore, ha scritto per Rai, Mediaset, Sky, Sky Sport, Disney
Channel e Nickelodeon. Attualmente collabora a "Ballarò" su Raitre -
contribuendo ai testi satirici di Maurizio Crozza - e per sei anni ha
condotto "Screensaver", programma di Rai 3 dedicato ai cortometraggi
realizzati dai ragazzi con ospiti importanti che interagivano con i
giovani protagonisti. Ha lavorato come story editor con il regista
Ruberto Burchielli ai film "Sbirri" con Raul Bova, al film "La vittima
e il carnefice" (Rai Tre) e al film "Non smettere di sognare" (Canale
5). È autore di libri ("Girogirotonda"- Mondadori, "Jacopopò il genio
della cacca" - Editoriale Scienza e "Mamma, posso farmi il piercing?"
- Fabbri) e cura una rubrica di libri per l'infanzia su "Style
piccoli".
DARIO VERGASSOLA
Comico dalla vena improvvisativa ed imprevedibile, Dario Vergassola nasce il 3 maggio
del 1957 a La Spezia. Dopo aver fatto vari lavori fra cui l'operaio, approda nel
mondo dello spettacolo partecipando a "Professione Comico", la manifestazione
diretta da Giorgio Gaber, nella quale ottiene sia il premio del pubblico che quello
della critica. Nel '90 prende parte a "Star 90" (Rete4) classificandosi per la
finalissima della trasmissione, nel '91 registra numerosi "TG delle vacanze "
(Canale 5).Nel marzo del '92 vince il Festival di "San Scemo" e l'anno dopo,
sull'onda dell'apprezzamento che le sue canzoni demenziali ottengono, pubblica
il suo primo album "Manovale gentiluomo" pubblicato nientemeno che dalla Polygram.
Dal disco viene estrapolato il divertente brano remix dal titolo
"Non me la danno mai (lamento dell'armonizzatore)". Sempre nel '93,
grazie alla collaborazione con il suo conterraneo Stefano Nosei, un altro
menestrello dalla surreale vena comica, nasce lo spettacolo a due "Bimbi belli",
portato in varie piazze d'Italia sempre con notevole apprezzamento di pubblico.
Instancabile, nel '94 è la volta di un altro spettacolo teatrale
"La vita è un lampo" (per la regia di Massimo Martelli), che vede impegnato il comico spezino in una nuova massacrante tourné, fatta di oltre duecento repliche.
In questa occasione si presenta da solo ma la voglia di tornare a fare spettacoli
in coppia è forte. Dopo il sodalizio con Nosei, lo si è visto dunque sul palco
con vari personaggi di spicco fra cui è da segnalare David Riondino in "Recital per due",
e in seguito lo stralunato Diego Parassole e il mostro sacro Enzo Jannacci.
Nel' 95 è invitato come ospite a Sanremo al "Premio Tenco", un appuntamento sul
palco dell'Ariston che si rinnova ogni anno in occasione del Premio. Nel '96 è
coautore (assieme ad Arnaldo Bagnasco) ed interprete della trasmissione televisiva
"Tenera è la notte" (RAI 2), in onda anche nel '97. Sempre del '96 è il
suo nuovo spettacolo "Comici" e la partecipazione al film per la TV "Dio vede e provvede"
di Enrico Oldoini. La sua popolarità va aumentando sempre di più, piace
il suo stile scanzonato, condito da allusioni sessuali, e il più delle
volte dolcemente irriverente. Piatto forte della sua comicità, insomma, sono
i doppi sensi e il gusto "perverso" di mettere le persone in imbarazzo con domande
scottanti. Tutti ingredienti che si sposano a meraviglia con lo storico talk-show di
Maurizio Costanzo, che infatti non se lo fa scappare. Nel '97 è ospite sempre
più ricorrente sul palco del Parioli (dove, tutte le sere va in onda appunto
il Maurizio Costanzo Show), un sodalizio che dura tutt'oggi, mentre, in parallelo,
partecipa, in veste di coautore, alla trasmissione "Facciamo Cabaret" e come ospite
a "Mai dire goal" (Italia 1). All'interno del suo carnet artistico, però,
non manca di collezionare esperienze cinematografiche, partecipando in veste
di protagonista ad un cortometraggio dal titolo "L'anima di Enrico" di Stefano
Saveriano, al film per la TV "Nuda proprietà" di Enrico Oldoini, al
film "Affetti smarriti" di Luca Manfredi. Nella stagione '97/'98 è stato
ospite ricorrente a "Quelli che il calcio" (Rai Tre), partecipando inoltre alla
seconda serie del film per la TV "Dio vede e provvede" di Enrico Olodoini ed
alla trasmissione radiofonica Radiorisate, in onda su Radio 2. A novembre del '99
ha pubblicato con la Epic Sony Music il suo nuovo album "Lunga vita ai pelandroni",
tratto dal suo spettacolo di cabaret che ha girato tra il '99 e 2000, anno in cui
fra l'altro ha pubblicato per i tipi Piemme "Lunga vita ai pelandroni", finito
puntualmente nelle alte vette delle classifiche di vendita, anche grazie al
fenomeno del boom di vendite che i libri dei comici televisivi hanno riscontrato
da qualche anno a questa parte. Tutti incentivi che hanno spinto Vergassola
a diventare un appuntamento fisso nell'editoria italiana, se è vero che,
immancabile, nella primavera 2002 ha pubblicato in collaborazione con Marco
Melloni, presso Mondadori, un altro successo, "Me la darebbe?" raccolta delle
celebri e scabrose interviste realizzate a Zelig. Fra le sue esperienze più
recenti sono da segnalare il commento per Rai Tre di tutte le tappe del Giro
d'Italia e l'arruolamento fra i protagonisti della nuova serie TV
"Carabinieri". Dal 7 febbraio 2003, inoltre, conduce su Raidue con Federica Panicucci
"Bulldozer" un programma dedicato ai nuovi comici e pensato sulla falsariga
del grande successo che ha investito l'analoga trasmissione di Italia 1,
Zelig (di cui Vergassola, fra le altre cose, è stato uno dei primi protagonisti).